Se la cultura ufficiale rappresenta il nostro modo condiviso di essere nel mondo, allora la controcultura, ne denuncia i limiti e le contraddizioni e assume il ruolo d’avanguardia idealista e radicale
sabato, dicembre 23, 2006
mercoledì, dicembre 20, 2006
il perchè
.... perchè qualunque cosa fosse non le importava, lui era l'amore della sua vita.
ora che brutalmente si era resa conto che ogni cosa ha un inizio e una fine,
non le restava che abituarsi e vivere per se stessa
ora che brutalmente si era resa conto che ogni cosa ha un inizio e una fine,
non le restava che abituarsi e vivere per se stessa
domenica, dicembre 17, 2006
sabato, dicembre 16, 2006
incubo
un mostro le aveva assorbito tutto il suo amore,
ingeriva tenerezze ed intimità fino a ridurla quello che era diventata,
un nulla talmente leggero che credeva di non esistere.
quando si guadava allo specchio lei non si riconobbe più, mai più.
lei vagava come senz'anima.
certo, nessuno l'aveva obbligata ad amarlo, ma nei suoi occhi ci si perdeva,
nel suo corpo ci si annegava.
anche dopo la prima morte il suo odore era cambiato, sapeva di lui...
mai più nessun sapone poteva cancellare quel profumo, e nessun essenza poteva coprirlo...
la sua anima continuava a morire per lui, votandosi a quel mostro senza un perchè...
ingeriva tenerezze ed intimità fino a ridurla quello che era diventata,
un nulla talmente leggero che credeva di non esistere.
quando si guadava allo specchio lei non si riconobbe più, mai più.
lei vagava come senz'anima.
certo, nessuno l'aveva obbligata ad amarlo, ma nei suoi occhi ci si perdeva,
nel suo corpo ci si annegava.
anche dopo la prima morte il suo odore era cambiato, sapeva di lui...
mai più nessun sapone poteva cancellare quel profumo, e nessun essenza poteva coprirlo...
la sua anima continuava a morire per lui, votandosi a quel mostro senza un perchè...
sabato, dicembre 09, 2006
Grazie a

Mamma, Tappo, Elena + Bimbo (grazie), Fabio, Fabietto, FabriIlMigliore, Nic, Luciana, Jimmy, Il Bruno, Paola, Francesca, Eugenio ecc... e Andrea S. (non te lo dirò mai abbastanza), Annarita (ti amo), Beppe, Maurizio, Il Gigio, Lù, Elisa, Marianna, Pedro, Marco, Franceschina (ti amo), Ivan, Ivano, Samy, Lara, I Drago, Chiara, Eloisa molti altri...
tutto il personale dell'Ospedale C. Arrigo loro sanno...
Con Amore La Dogna, Papà, Iraria, Diego, Alesandro, Elena, Andrea, uno dei bimbi, ovunque vuoi siate...
Ricordi di agonia


...non ricordo le date, i luoghi, e di molte cose ho ricordi confusi.
Ma ho richiesto testimonianza, alcuni in quel momento mi ma hanno dato della "pazza" ma infondo... Perch'è?
Perchè non volevo dimenticare, non volevo che nessuno dimenticasse...
non per esibizionismo ma perchè quella rabbia viveva in me mentre io morivo e volevo solo urlare lontano il mio dolore... difficile sensazione da spiegare...

ancora troppo aperta la ferita
Grazie Annarita
segue... Per te...
giovedì, novembre 30, 2006
infinite grazie
ho letto i commenti e non ho trattenuto le lacrime... avrei voluto scriverli tutti ma...
INFINITE GRAZIE
da aprile a questa parte mi ero veramente convinta che se per amore vale la pena vivere,
per lo stesso vale la pena morire.
Forse solo metaforicamente muore parte di noi... ma sto ancora valutando questa affermazione perchè il vuoto spesso è tale che.... sto valutando...
"Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria solo perché è stato,
è volato e oggi è già un altro giorno. "
FERNANDO PESSOA
BENTORNATA!!!
INFINITE GRAZIE
da aprile a questa parte mi ero veramente convinta che se per amore vale la pena vivere,
per lo stesso vale la pena morire.
Forse solo metaforicamente muore parte di noi... ma sto ancora valutando questa affermazione perchè il vuoto spesso è tale che.... sto valutando...
"Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria solo perché è stato,
è volato e oggi è già un altro giorno. "
FERNANDO PESSOA
BENTORNATA!!!
lunedì, novembre 27, 2006
le verità
mercoledì, novembre 22, 2006
il ritorno
Da tempo immemore si soffre per amore, in alcuni casi viene trattato come una dipendenza, come una droga...
infondo tanto sono più intense sono le reazioni che generano emozione, tanto più si soffre quando l'amore che hai dentro non ti viene corrisposto...
e puoi urlarlo al mare o all'oceano,
o all'intero cielo
o puoi battere testa e pugni per terra
provando a far giungere Là...
il messaggio di questo amore senza però MAI avere nessun ritorno
infondo tanto sono più intense sono le reazioni che generano emozione, tanto più si soffre quando l'amore che hai dentro non ti viene corrisposto...
e puoi urlarlo al mare o all'oceano,
o all'intero cielo
o puoi battere testa e pugni per terra
provando a far giungere Là...
il messaggio di questo amore senza però MAI avere nessun ritorno
PER L'ULTIMA VOLTA A TE
LASCIARMI NEL MOMENTO DEL BISOGNO NON E' STATO SOLO SIMBOLO DI INFANTILISMO ED EGOISMO
(PER QUELLI HO SEMPRE PERDONATO QUALUNQUE AZIONE DI UN UOMO)
MA HA SIGNIFICATO ANCHE CRUDELTA' ALLO STATO PURO.
il mefreghismo rivolto a chi poco prima avevi promesso e rassicurato di voler proteggere ecc...
RAFFIGURA A PIENO L'INCAPACITA' DI AMARE (dietrio la quale di sei nascosto)
(PER QUELLI HO SEMPRE PERDONATO QUALUNQUE AZIONE DI UN UOMO)
MA HA SIGNIFICATO ANCHE CRUDELTA' ALLO STATO PURO.
il mefreghismo rivolto a chi poco prima avevi promesso e rassicurato di voler proteggere ecc...
RAFFIGURA A PIENO L'INCAPACITA' DI AMARE (dietrio la quale di sei nascosto)
del resto...bisogna averli i sentimenti per poter esprimere emozioni
ricomincio
dopo parecchio tempo torno a scrivere
in questo momento verso in un mare di lacrime:
vedere i mie polsi fasciati mi provoca dolore,
non fisico ma interiore.
PS:
lavoverò molto sul tatto... prometto
in questo momento verso in un mare di lacrime:
vedere i mie polsi fasciati mi provoca dolore,
non fisico ma interiore.
PS:
lavoverò molto sul tatto... prometto
giovedì, ottobre 26, 2006
la cosa giusta
com'è difficile finire una storia
anche se sai che in fondo è la cosa giusta da
fare..
lui in questo periodo sta dettando legge nella
mia vita..e ciò non è bello... ho solo bisogno di tempo...
il tempo cancellerà
anche lui...
sabato, ottobre 14, 2006
Siempre Me Quedará
http://www.youtube.com/watch?v=Q1njEBrVtY0
Cómo decir que me parte en mil
las esquinitas de mis huesos,
que han caído los esquemas de mi vida ahora que todo era perfecto.
Y algo más que eso,
me sorbiste el seso y me decían del peso
de este cuerpecito mío
que se ha convertío en río.
de este cuerpecito mío
que se ha convertío en río.
Me cuesta abrir los ojos y lo hago poco a poco,
no sea que aún te encuentre cerca.
Me guardo tu recuerdo como el mejor secreto,
que dulce fue tenerte dentro.
Hay un trozo de luz en esta oscuridad para prestarme calma.
El tiempo todo calma,
la tempestad y la calma,
el tiempo todo calma,
la tempestad y la calma.
Siempre me quedará la voz suave del mar,
volver a respirar la lluvia que caerá sobre este cuerpo y mojará
la flor que crece en mi,
y volver a reír
y cada día un instante volver a pensar en ti.
En la voz suave del mar,
en volver a respirar
la lluvia que caerá sobre este cuerpo y mojará
la flor que crece en mi,
y volver a reír
y cada día un instante volver a pensar en ti.
Cómo decir que me parte en mil las esquinitas de mis huesos, que han caído los esquemas de mi vida ahora que todo era perfecto. Y algo más que eso, me sorbiste el seso y me decían del peso de este cuerpecito mío que se ha convertío en río. de este cuerpecito mío que se ha convertío en río.
Siempre me quedará la voz suave del mar,
volver a respirar la lluvia que caerá sobre este cuerpo y mojará
la flor que crece en mi,
y volver a reír y cada día un instante volver a pensar en ti.
En la voz suave del mar, en volver a respirar la lluvia que caerá sobre este cuerpo y mojará la
flor que crece en mi,
y volver a reír
y
cada
día
un
instante
volver
a
pensar
en
TI.
Cómo decir que me parte en mil
las esquinitas de mis huesos,
que han caído los esquemas de mi vida ahora que todo era perfecto.
Y algo más que eso,
me sorbiste el seso y me decían del peso
de este cuerpecito mío
que se ha convertío en río.
de este cuerpecito mío
que se ha convertío en río.
Me cuesta abrir los ojos y lo hago poco a poco,
no sea que aún te encuentre cerca.
Me guardo tu recuerdo como el mejor secreto,
que dulce fue tenerte dentro.
Hay un trozo de luz en esta oscuridad para prestarme calma.
El tiempo todo calma,
la tempestad y la calma,
el tiempo todo calma,
la tempestad y la calma.
Siempre me quedará la voz suave del mar,
volver a respirar la lluvia que caerá sobre este cuerpo y mojará
la flor que crece en mi,
y volver a reír
y cada día un instante volver a pensar en ti.
En la voz suave del mar,
en volver a respirar
la lluvia que caerá sobre este cuerpo y mojará
la flor que crece en mi,
y volver a reír
y cada día un instante volver a pensar en ti.
Cómo decir que me parte en mil las esquinitas de mis huesos, que han caído los esquemas de mi vida ahora que todo era perfecto. Y algo más que eso, me sorbiste el seso y me decían del peso de este cuerpecito mío que se ha convertío en río. de este cuerpecito mío que se ha convertío en río.
Siempre me quedará la voz suave del mar,
volver a respirar la lluvia que caerá sobre este cuerpo y mojará
la flor que crece en mi,
y volver a reír y cada día un instante volver a pensar en ti.
En la voz suave del mar, en volver a respirar la lluvia que caerá sobre este cuerpo y mojará la
flor que crece en mi,
y volver a reír
y
cada
día
un
instante
volver
a
pensar
en
TI.
venerdì, ottobre 13, 2006
Such a lonely day
And it’s mine
The most loneliest day of my life
Such a lonely dayS
hould be banned
It’s a day that I can't stand
The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life
Such a lonely day
Shouldn’t exist
It's a day that I’ll never miss
Such a lonely day
And it’s mine
The most loneliest day of my life
And if you go,
I wanna go with you
And if you die,
I wanna die with you
Take your hand and walk away
The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life
Such a lonely day
And it’s mine
It’s a day that
I’m glad
I survived
And it’s mine
The most loneliest day of my life
Such a lonely dayS
hould be banned
It’s a day that I can't stand
The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life
Such a lonely day
Shouldn’t exist
It's a day that I’ll never miss
Such a lonely day
And it’s mine
The most loneliest day of my life
And if you go,
I wanna go with you
And if you die,
I wanna die with you
Take your hand and walk away
The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life
Such a lonely day
And it’s mine
It’s a day that
I’m glad
I survived
giovedì, ottobre 12, 2006
rimedio
si passa un sacco di tempo a dibattere sulle cose
tipo su cosa sia giusto o sbagliato, sul dover fare una cosa in un modo o nell'altro...
bisognerebbe buttarsi, giocare LA CARTA
in fondo cosa mai può accadere?
in fondo l'unica cosa a cui non esiste rimedio è la morte
in fondo l'unico rimedio è la morte
tipo su cosa sia giusto o sbagliato, sul dover fare una cosa in un modo o nell'altro...
bisognerebbe buttarsi, giocare LA CARTA
in fondo cosa mai può accadere?
in fondo l'unica cosa a cui non esiste rimedio è la morte
in fondo l'unico rimedio è la morte
domenica, settembre 24, 2006
Fiaba della buona notte
The most important things are the hardest to say. They are the things you get ashamed of, because the words diminish them-words shrink that seem limitless when they were in your head to no more than a living size when they are brought out. But its more than that, Isn’t it? The most important things lie close to wherever your heart is buried, like landmarks to a treasure your enemies would love to steal away. And you make revelations that cost you dearly only to have people look at you in a funny way, not understanding what you’ve said at all , or why you thought it was so important that you almost cried when you were saying it. That’s the worst, I think when a secret stays locked in within not for want of a teller but for want of a understanding ear...
(sorry!!! ttrrrroppppppooooo luunga...)
la malattia è un pensiero sbagliato
La malattia è un pensiero sbagliato.
Il dolore è un pensiero sbagliato.
La negatività è un'onda sbagliata.
Il male è una perdita di contatto con la nostra centralità totale,
una varianza d'onda che tradisce il progetto primario.
Per tornare a noi dobbiamo evitare lo squilibrio e alimentare tutte le nostre parti.
Non dobbiamo essere più una cosa o meno un'altra e non dobbiamo essere più qui e meno lì.
In ogni luogo dove metteremo una mancanza e in ogni luogo dove produrremo un eccesso, la conseguenza sarà un allontanamento dal nostro equilibrio possibile.
Lo schema d'energia organica che noi siamo può essere migliorato ma può anche essere stravolto.
Noi subiamo ma anche agiamo.
Questa è la responsabilità della nostra vita.
Mettere in fase il nostro sistema d'onda significa diventare una potente fonte di energia allineata con l'universo, un elemento armonico col tutto, che aumenta la creazione (exo-tropia o sintropia), che aumenta l'amore.
Mettere fuori fase il nostro sistema d'onda significa creare una forte perturbazione di energia che sottrae energia all'universo (entropia), che diminuisce la creazione e aumenta il non amore.
Sta dunque a noi usare bene l'energia di cui siamo il frutto, o attraverso la via attiva del pensiero buono e dell'azione buona, o attraverso la via rigenerativa che permette al nostro schema d'onda di ricostituirsi naturalmente.
V. V.
Il dolore è un pensiero sbagliato.
La negatività è un'onda sbagliata.
Il male è una perdita di contatto con la nostra centralità totale,
una varianza d'onda che tradisce il progetto primario.
Per tornare a noi dobbiamo evitare lo squilibrio e alimentare tutte le nostre parti.
Non dobbiamo essere più una cosa o meno un'altra e non dobbiamo essere più qui e meno lì.
In ogni luogo dove metteremo una mancanza e in ogni luogo dove produrremo un eccesso, la conseguenza sarà un allontanamento dal nostro equilibrio possibile.
Lo schema d'energia organica che noi siamo può essere migliorato ma può anche essere stravolto.
Noi subiamo ma anche agiamo.
Questa è la responsabilità della nostra vita.
Mettere in fase il nostro sistema d'onda significa diventare una potente fonte di energia allineata con l'universo, un elemento armonico col tutto, che aumenta la creazione (exo-tropia o sintropia), che aumenta l'amore.
Mettere fuori fase il nostro sistema d'onda significa creare una forte perturbazione di energia che sottrae energia all'universo (entropia), che diminuisce la creazione e aumenta il non amore.
Sta dunque a noi usare bene l'energia di cui siamo il frutto, o attraverso la via attiva del pensiero buono e dell'azione buona, o attraverso la via rigenerativa che permette al nostro schema d'onda di ricostituirsi naturalmente.
V. V.
venerdì, settembre 22, 2006
giovedì, settembre 21, 2006
non c'è più partita
riapro le comunicazioni dopo un periodo di buio.
nei giorni scorsi sentivo dentro di me
come una luce prima oscurata...poi estinta.
da cosa sbagliata non può nascere che cosa sbagliata?
allora che senso ha questa vita?
prendo atto che non c'è più partita
mi ripeto:
"condoglianze per quest'ecatombe di principi!"
"condoglianze! "...è mancato il rispetto"
nonostante questa sconfitta devastante non posso non provare a dare un qualche senso a questa mia nuova giornata...
nei giorni scorsi sentivo dentro di me
come una luce prima oscurata...poi estinta.
da cosa sbagliata non può nascere che cosa sbagliata?
allora che senso ha questa vita?
prendo atto che non c'è più partita
mi ripeto:
"condoglianze per quest'ecatombe di principi!"
"condoglianze! "...è mancato il rispetto"
nonostante questa sconfitta devastante non posso non provare a dare un qualche senso a questa mia nuova giornata...
sabato, settembre 09, 2006
sabato, settembre 02, 2006
Fiaba della buona notte
C'era una volta una bambina che viveva con la mamma in una casetta al margine del bosco: questa bambina si chiamava Cappuccetto Rosso perché la mamma le aveva fatto una mantellina con un cappuccio rosso, che la bambina portava sempre perché le piaceva molto.
Cappuccetto Rosso aveva una nonna, molto vecchia, che abitava in una casetta al di là del bosco e che un giorno si ammalò.
La mamma pensò di mandare Cappuccetto Rosso a portarle delle focaccine, un pò di burro e della marmellata.
Prima di partire, la bambina promise alla mamma di non fermarsi nel bosco per nessun motivo, di non parlare con nessuno e di camminare dritta verso la casa della nonna.
Cappuccetto Rosso uscì di casa e si avviò ma, quando fu nel bosco, si lasciò distrarre dai fiori, dagli animaletti e si fermò a giocare.
Il lupo, che abitava nel bosco, vide la bambina e si mise a chiacchierare con lei amabilmente. Venne così a sapere dove stava andando e le consigliò la strada più lunga, in modo da poter arrivare per primo a casa della nonna.
Quando arrivò, si fece aprire la porta facendo una vocina come quella di Cappuccetto Rosso, entrò, si mangiò la nonna in un boccone e si mise a letto, sotto le coperte, ad aspettare la bambina per mangiare anche lei.
Cappuccetto Rosso arrivò, guardò quella che credeva essere la nonna e disse "Nonnina, che occhi grandi hai!" e il lupo "E' per guardarti meglio" - "E che orecchie grandi hai!" - "E' per sentirti meglio" - "E che bocca grande hai! - "E' per mangiarti meglio!!!" e il lupo saltò fuori dal letto e se la mangiò.
Un cacciatore, che passava lì vicino, sentì le grida di Cappuccetto Rosso, corse dentro la casetta, vide il lupo che dormiva profondamente con la pancia gonfia e gliela tagliò con un coltello. Cappuccetto Rosso e la nonna saltarono fuori, facendo grandi feste al coraggioso cacciatore.
venerdì, settembre 01, 2006
Fiaba della buona notte
Nella cantina di una vecchia fattoria regnava la disperazione.
Da quando era arrivato un grosso gatto soriano i topi non potevano più arrischiarsi a uscire nè di giorno nè di notte.
La fame si faceva sempre più sentire, ma se qualche coraggioso tentava di raggiungere la dispensa per fare provviste, era ben difficile che tornasse indietro.
Il gatto era semprein agguato da qualche parte e riusciva ogni volta a catturare i topi con i suoi terribili artigli.
La situazione era ormai insostenibile.
Bisognava decidere qualcosa.
I topi superstiti stabilirono di riunirsi a congresso per trovare il modo di combattere quel pericoloso nemico.
Attesero il giorno in cui il gatto fosse lontano dallafattoria e si trovarono tutti in cantina.
-Bisogna tendergli una trappola- dicevano alcuni.
-Sarebbe meglio fargli mangiare del cibo avvelenato- dicevano altri.-
Il guaio è che non riusciamo mai a sentirlo quando si avvicina- si lamentò qualcuno.
-Ho trovato!- disse un topo anziano. -
Tutti tacquero per acoltare la proposta del loro compagno, che aveva fama di essere molto astuto.-
Se noi riuscissimo ad attaccare un campanellino alla coda del gatto- continuò questi - non ci sarebbe più pericolo. Lo sentiremmo avvicinarsi e avremmo il tempo di scappare.-
-Ottima idea!- esclamarono tutti.
E la proposta fu subito approvata.
Quando però si trattò di trovare chi andasse ad attaccare il campanello, nessuno si sentì il coraggio di farlo, sicchè la seduta fu sciolta senza venire a capo di nulla.
giovedì, agosto 31, 2006
vorrei dormire....
mercoledì, agosto 30, 2006
martedì, agosto 29, 2006
lunedì, agosto 28, 2006
Miedo
No es un buen momento
Para comprenderme
Te hace falta la mitad de mis heridas .
Volar alto alto y caer de golpe
Solamente así comprenderás porque yo siento
Tanto miedo
De volverme a enamorar
Y otra vez poner
En riesgo el corazón
Tanto miedo
De intentar y fracasar
Miedo de perder una vez mas
Para comprenderme
Te hace falta la mitad de mis heridas .
Volar alto alto y caer de golpe
Solamente así comprenderás porque yo siento
Tanto miedo
De volverme a enamorar
Y otra vez poner
En riesgo el corazón
Tanto miedo
De intentar y fracasar
Miedo de perder una vez mas
domenica, agosto 27, 2006
SeiOreFa
ho salutato quegl'occhi verdi che adoro
con la Tristezza imponente e massacrante
che oscura i sogni e DISarma.
rimbomba la musica del battito del suo cuore...
la custodisco nella mente sperando che quel dolce suono
scandisca il battito del mio, che sembra rallentare,
anche lui triste come ogni altra parte di me...
con la Tristezza imponente e massacrante
che oscura i sogni e DISarma.
rimbomba la musica del battito del suo cuore...
la custodisco nella mente sperando che quel dolce suono
scandisca il battito del mio, che sembra rallentare,
anche lui triste come ogni altra parte di me...
...
But I can't help the feeling
I could blow through the ceiling
If I just turn and run
And it wears me out
I could blow through the ceiling
If I just turn and run
And it wears me out
sabato, agosto 26, 2006
...
giovedì, agosto 24, 2006
potere
mercoledì, agosto 23, 2006
giovedì, agosto 10, 2006
Prrrrr...
La bandiera nazionale di Scozia è caratterizzata da una Crux decussata che rappresenta la croce del martirio dell'Apostolo Sant'Andrea (il santo patrono della Scozia), disegnata su campo blu.È spesso conosciuta come Croce di Sant'Andrea; risale al IX secolo ed è una delle più vecchie bandiere del mondo.
Nel 2003 una commissione del parlamento scozzese ha proposto di adottare il colore Blu Pantone 300 come colore di sfondo ufficiale.
La Croce di Sant'Andrea è una delle bandiere che compongono la Union Jack britannica.
La Croce di Sant'Andrea è una delle bandiere che compongono la Union Jack britannica.
per te...
vietato leggere
vietato commentare
vietato postare
vietato cosare
vietato tutto
vietato farsi le cose mie
vietato perder tempo... vai a far le valige
vietato commentare
vietato postare
vietato cosare
vietato tutto
vietato farsi le cose mie
vietato perder tempo... vai a far le valige
vigilia
come quando la sera della vigilia si attente la mezzanotte,
ho atteso questa partenza...
qualunque cosa ci sarà sotto fiocchetti e lustrini
mi avrà fatto scoppiare il cuore dall'emozione
ho atteso questa partenza...
qualunque cosa ci sarà sotto fiocchetti e lustrini
mi avrà fatto scoppiare il cuore dall'emozione
martedì, agosto 08, 2006
lunedì, agosto 07, 2006
Could it be this…
Could it be this…
The honeysuckle blessings seem to show me
Could it be this…
For seven days in june I wasn't lonely
Could it be this…
You never gave me time to say
I love you
Could it be this…
I know you don't believe me,
but it's so true
The honeysuckle blessings seem to show me
Could it be this…
For seven days in june I wasn't lonely
Could it be this…
You never gave me time to say
I love you
Could it be this…
I know you don't believe me,
but it's so true
domenica, agosto 06, 2006
notti a camogli: lo juggling
l'arte dei giocolieri è una tradizione antica: la prima rappresentazione nota si trova in egitto, in una delle tombe di Beni Hassan (tra il 1994 e il 1781 a. C. circa), e mostra una schiera di giocolieri dietro le spoglie di un faraone.
nell'impero cinese, dominato dagli Han, i giocolieri erano i protagonisti durante le rappresentazioni delle famiglie nobili.
affascinanti racconti perpetuano invece le prodezze delle ragazze cinesi ai tempi dei "reami combattenti" tra il 475 e il 221 a. C..
in occidente, invece, il giocoliere venne considerato con una certa diffidenza; fino al XII secolo veniva identificato con trovatori e burloni: declamava poesie e si esibiva in leste pantomime, faceva sollevare gli orsi sulle zampe posteriori.
anche i saltinbanchi entrarono a far parte della categoria, intrattenendo popolo e potenti.
le autorità tentarono di restringerne la libertà d'azione e di parola, mentre la Chiesa gettò su di loro l'anatema. per la riabilitazione dei giocolieri occorre attendere la fine del XX secolo, quando furono accettati nei circhi come artisti. nel 1930 Jerome Medrano iscrive per la prima volta nella storia dello spettacolo il nome di un giocoliere in locandina: Enrico Rastelli.
al giovane giocoliere italiano, che in Russia incontra il giapponese Takashima, andava il merito di aver adottato le tecniche orientali.
rastelli entra in pista indossando un kimono, facendo volteggiare palle e piatti.
sarà il primo al mondo a giocolare contemporaneamente con dieci palle.
la prima star dei giocolieri aveva lanciato uno stile, caratterizzato dalla varietà di oggetti, dalla rapidià dei gesti e dall' acrobaticità.
pochi anni dopo cominciò il declino del circo e delle music-hall.
la performance fisica non era più sufficiente ad attirare gli spettatori, ed i giocolieri furono costretti a dar fondo alla propria creatività.
seguendo un movimento parallelo, il juggling recuperò allora la sua matrice popolare e tornò a scendere in strada. si arriva così agli anni '70, a una nuova generazione di giocolieri e saltimbanchi che, dall'epoca del Flower Power a quella della New Age, ha trovato in questa disciplina un mezzo espressivo ed uno stile di vita, meravigliando e coinvolgendo i passanti nelle piazze di tutto il mondo.
anche in Italia é finalmente arrivata l'onda lunga del juggling, partita da più di un decennio dagli Stati Uniti e dal nord Europa. nelle piazze, negli spot pubblicitari, sulle spiagge assolate, alla televisione e per radio, le apparizioni dei giocolieri sono diventate, come per incanto, più che frequenti. luoghi e non-luoghi di una cultura millenaria, dai contenuti affascinanti.
PS: per Giorgio: viva gli asociali!!!!
giovedì, agosto 03, 2006
ma sai a cosa sto pensando adesso?
Oggi compio 26 anni... e non capisco ancora cosa significhi per me
tutto questo tempo che passa Capisco che molte cose siano cambiate rispetto all'anno passato.
in particolare sento che ho meno entusiamo...
ma sì...amori, amici e conoscenze nuove...
queste mai colmeranno il posto lasciato da quelle vecchie???
ed è giusto che lo facciano? dovrei sentirmi egoista e falsa
se mi rendessi conto di essere altrettanto felice ora?
anche se molte cose sono e saranno sempre più diverse? La cosa certa è che mi sono stancata di girare come una trottola..
e' tutta la vita ke lo faccio e adesso vorrei fermarmi,
capire cosa voglio,
smettere di scappare e iniziare a costruire qualcosa...
finora (ma come si scrive? cosi' o fin'ora?)
nn mi e' mai andata tanto bene... sì e' anke vero ke si cambia,
si impara...bla bla bla...
quanto vorrei metterla sul serio la testa a posto,
ma nn trovo mai l'occasione o la motivazione x farlo
e' un bel problema
ma del resto, forse, sarebbe noioso trovarsi una strada gia'
pronta da seguire...
e so che di sicuro non la seguirei
martedì, agosto 01, 2006
attenuanti generiche
giorni passati a complimentarsi con bugiardi/e immatricolati/e (in)sensibili al vento e anche alle più leggere brezze...
qualche interrogativo me lo sono posto...
chi assiste al "male" senza opporsi/dissociarsi non è davvero migliore di che lo fa?
bene! ora sono colpevole anch'io...
se non altro mi sento libera dentro di me dall'amore oscuro di cui mi hanno reso partecipe...
il cuore può aprirsi ad una più elevata forma di sentimento... ad un "amore puro"???
qualche interrogativo me lo sono posto...
chi assiste al "male" senza opporsi/dissociarsi non è davvero migliore di che lo fa?
bene! ora sono colpevole anch'io...
se non altro mi sento libera dentro di me dall'amore oscuro di cui mi hanno reso partecipe...
il cuore può aprirsi ad una più elevata forma di sentimento... ad un "amore puro"???
lunedì, luglio 31, 2006
LORELEY
Non so perché
Io sia così malinconico;
Una fiaba dei tempi più antichi
Mi sovviene alla memoria.
L'aria è fresca, e sta diventando buio,
E le acque del Reno scorrono tranquille;
La cima delle montagne scintilla
Nel crepuscolo.
La più bella vergine siede
Là sopra meravigliosa,
La sua chioma dorata lampeggia,
Si pettina i suoi capelli dorati.
Si pettina con un pettine dorato,
E canta una canzone,
Che ha una magnifica
coinvolgente melodia.
Essa afferra il marinaio nella piccola barca
Con dolore selvaggio;
Egli non vede gli spuntoni di roccia,
Guarda solo in alto sulla cima.
Penso che le onde abbiano inghiottito
alla fine il marinaio e la barca;
E questo ha fatto col suo canto
La Loreley
(Heinrich Heine,1823)
Io sia così malinconico;
Una fiaba dei tempi più antichi
Mi sovviene alla memoria.
L'aria è fresca, e sta diventando buio,
E le acque del Reno scorrono tranquille;
La cima delle montagne scintilla
Nel crepuscolo.
La più bella vergine siede
Là sopra meravigliosa,
La sua chioma dorata lampeggia,
Si pettina i suoi capelli dorati.
Si pettina con un pettine dorato,
E canta una canzone,
Che ha una magnifica
coinvolgente melodia.
Essa afferra il marinaio nella piccola barca
Con dolore selvaggio;
Egli non vede gli spuntoni di roccia,
Guarda solo in alto sulla cima.
Penso che le onde abbiano inghiottito
alla fine il marinaio e la barca;
E questo ha fatto col suo canto
La Loreley
(Heinrich Heine,1823)
lunedì, luglio 24, 2006
dipendenza dal dolore
il dolore di volere qualcosa che non è giusto per te
una cosa sbagliata che non puoi avere perchè ti fa male
la gioia che provi quando la possiedi...infondo non è che dolore
la gioia che provo quando Ti possiedo...non è che dolore
una cosa sbagliata che non puoi avere perchè ti fa male
la gioia che provi quando la possiedi...infondo non è che dolore
la gioia che provo quando Ti possiedo...non è che dolore
domenica, luglio 23, 2006
...
I'm pretending to be a good fisherman's woman
Just like Anna Ingunn's mom
The gladiator of all fisherman's wives
Makes it a lot easier thinking of you
On the sea where you have to be a month at a time
Working hard in the day
Your hands cracking from the cold and the salt
In the night when you go to bed
You try to sleep by listening to the boat breathing
The boat breathing
And the only thing
The only thing you can think of is me
Waiting for you by the window
With the brightest red lipstick on my lips
Just like Anna waits for her man
How will I learn I'll wait
Just like Anna Ingunn's mom
The gladiator of all fisherman's wives
Makes it a lot easier thinking of you
On the sea where you have to be a month at a time
Working hard in the day
Your hands cracking from the cold and the salt
In the night when you go to bed
You try to sleep by listening to the boat breathing
The boat breathing
And the only thing
The only thing you can think of is me
Waiting for you by the window
With the brightest red lipstick on my lips
Just like Anna waits for her man
How will I learn I'll wait
summertime
Unemployed in summertime
I've only just turned 21,
I'll be ok
Unemployed in summertime
Don't need money 'cause we're young
I'll just stay awake till the morning
With make up all over my face
FIABA DELLA BUONA NOTTE
C'era una volta un mugnaio che tutti sapevano essere un gran fanfarone. Egli infatti sosteneva che il suo mulino era il più grande di tutti, la sua casa la più pulita del villaggio, la sua farina la più bianca di tutto il regno.
Le sue spacconate erano talmente esagerate che giunsero persino alle orecchie del Re.
Così un giorno che, con tutto il suo corteo, sua maestà passava di lì, lo volle conoscere.
Il mugnaio gli presentò la figlia e non seppe resistere all' idea di raccontare un altra fandonia. "Sire, guardate mia figlia, è la fanciulla più bella del reame!" Il Re, dubbioso, guardò la ragazza, e rimase in assoluto silenzio. Per nulla scoraggiato, il mugnaio continuò: "...e poi è molto intelligente ed è bravissima in tutto!" Il Re tacque ancora.
Il mugnaio, che assolutamente voleva impressionarlo, non trovò di meglio che inventare: "Pensate che mia figlia è capace di filare la paglia e la trasforma in oro!" Il Re, abbastanza seccato, questa volta rispose da par suo: "Benissimo, la metterò subito alla prova! Se tramuterà la paglia in oro sarà ricompensata, altrimenti morirà!" E ordinò alle guardie di condurre la ragazza al castello. Il Re chiuse la fanciulla in una stanza con un mucchio di paglia e le ordinò: "Trasformala tutta in oro entro domani!"
La povera ragazza, rimasta sola, scoppiò a piangere disperata. "Padre mio, in che guaio mi hai cacciata!" disse singhiozzando, quando, a un tratto, apparve dal nulla un piccolo gnomo tutto vestito di rosso, con una lunga barba bianca, che le disse: "Se ti aiuterò a tramutare in fili d' oro questa paglia, tu cosa mi darai in cambio?" La ragazza gli porse un bellissimo gioiello a forma di cuore che aveva al collo e gli disse: "Posso darti questo, è la cosa più preziosa che ho!" Lo gnomo accettò e la mattina seguente la fanciulla, che aveva dormito tutta la notte di un sonno agitato, vide che la promessa era stata mantenuta.
Il Re, certo che il suo ordine non poteva essere stato eseguito, aprì la porta della cella, pronto a far punire la giovane. Ma si fermò sbalordito: sul tavolo davanti a lui c'erano ben allineati sei rocchetti di fili d' oro. Il Re, soddisfatto, pensò di sfruttare la situazione a proprio vantaggio. "Sei stata molto brava, ma ti manderò altra paglia perché mi serve dell' altro filo d' oro!" La ragazza, che non poteva svelare la storia dello gnomo, si disperò più di prima, ma nel corso della notte comparve ancora una volta lo gnomo. "Cosa mi dai" chiese alla ragazza "se ti aiuto ancora?" "L' unica cosa che mi resta è questo anello antico. Ti prego, accettalo e aiutami, altrimenti la mia sorte è segnata!"
Tutto accadde come la notte precedente e la mattina dopo il Re poté contare felice in quanti rocchetti d' oro era stata trasformata la paglia. La fanciulla, dopo aver compiuto quel prodigio, gli sembrava adesso molto più graziosa di prima. La fissò a lungo in viso poi ebbe un'idea: "Filerai un ultima volta della paglia per me e, se anche questa volta riuscirai a tramutarla in oro, io ti sposerò!" le disse. A questo punto un grande sconforto assalì la ragazza, che pensava tra se: "Se questa notte tornerà lo gnomo, non avrò più niente da offrirgli in cambio del suo aiuto! come riuscirò a salvarmi da questa situazione?" La poverina era disperata e pianse tutta la sera, finché a notte fonda arrivò nuovamente lo gnomo: "Sono tornato ancora per aiutarti. Ma questa volta cosa mi darai in cambio?" La ragazza fra le lacrime rispose: "Questa volta non ho proprio più niente da offrirti, purtroppo!" Lo gnomo la guardò sorridendo e disse: "Ho saputo che il Re ti sposerà. Quando sarai Regina, io verrò a prendere il tuo primo figlio in cambio dell' aiuto che ti darò adesso per salvarti!" Senza pensarci troppo, la ragazza accettò il patto e la mattima seguente si ripeté ancora una volta il prodigio.
Il Re, ormai diventato ricchissimo, fece assegnare alla figlia del mugnaio un appartamento in un' ala del castello e cominciò i preparativi per le nozze. La fanciulla si fece promettere che, una volta sposata, non sarebbe più stata obbligata a trasformare la paglia in oro. Il Re accettò, quindi furono celebrate le nozze.
Con gran gioia del mugnaio fanfarone, il matrimonio, nonostante tutto, riuscì bene. Il Re e la Regina erano molto felici e lo furono ancora di più quando nacque un bel maschietto.
Ormai la Regina aveva dimenticato le passate disavventure, finché un terribile giorno improvvisamente ricomparve lo gnomo: "Sono venuto a prendere tuo figlio, ricordi il patto che avevamo fatto?" "Non posso! Non posso mantenere quella promessa che ti feci sventatamente! Ti offrirò in cambio tutti i miei gioielli! Chiedimi qualsiasi altra cosa, ma ti supplico, non portarmi via mio figlio!" singhiozzò la Regina, disperata. Lo gnomo questa volta sembrava davvero deciso a farle rispettare l'accordo che avevano concluso, ma poi, intenerito dalle lacrime della donna, le fece una proposta: "Va bene, ti darò quest' ultima possibilità: se riuscirai a indovinare il mio nome ti lascerò il bambino! Ma ricordati, ti lascio solamente tre giorni per scoprirlo, e tu sai per esperienza di quali incredibili magie posso essere capace!" E detto questo lo gnomo scomparve.
Questa volta la Regina corse dal Re e gli confessò tutto. Furono allora chiamati alla corte tutti i sapienti del regno, i quali consultarono i loro libri per cercare di trovare il nome dello gnomo. Sfortunatamente però nessun manoscritto da loro esaminato parlava di gnomi dalla lunga barba bianca, vestiti di rosso e capaci di fare mirabolanti magie.
Erano già trascorsi due giorni e il tempo a disposizione stava per terminare, quando un messaggero del Re riferì di aver assistito,
per un fortunato caso, a uno strano rito. Mentre attraversava un fittissimo bosco, aveva infatti visto un vecchietto vestito di rosso che ballava intorno a un fuoco e cantava: "Tremotino, Tremotino, il mio nome è tutto qua, se nessuno lo saprà, il bambino mio sarà!"
Il terzo giorno era ornai giunto, e a corte tutti aspettavano con ansia l' arrivo dello gnomo, che improvvisamente comparve dal nulla. Appena lo vide, la Regina gli puntò il dito dicendo: "Tremotino!" A questa parola un lampo colpì lo gnomo, che scomparve in una nube di fumo.
La Regina corse felice ad abbracciare il figlioletto e gli disse: "Ormai sei salvo! Nessuno potrà più portarti via!"
sabato, luglio 22, 2006
...
senza tempo nè affanno
senza dolore
senza più nessuna sofferenza
sperduta tra il nulla e l'addio..."
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