domenica, agosto 06, 2006

notti a camogli: lo juggling

l'arte dei giocolieri è una tradizione antica: la prima rappresentazione nota si trova in egitto, in una delle tombe di Beni Hassan (tra il 1994 e il 1781 a. C. circa), e mostra una schiera di giocolieri dietro le spoglie di un faraone.
nell'impero cinese, dominato dagli Han, i giocolieri erano i protagonisti durante le rappresentazioni delle famiglie nobili.
affascinanti racconti perpetuano invece le prodezze delle ragazze cinesi ai tempi dei "reami combattenti" tra il 475 e il 221 a. C..
in occidente, invece, il giocoliere venne considerato con una certa diffidenza; fino al XII secolo veniva identificato con trovatori e burloni: declamava poesie e si esibiva in leste pantomime, faceva sollevare gli orsi sulle zampe posteriori.
anche i saltinbanchi entrarono a far parte della categoria, intrattenendo popolo e potenti.
le autorità tentarono di restringerne la libertà d'azione e di parola, mentre la Chiesa gettò su di loro l'anatema. per la riabilitazione dei giocolieri occorre attendere la fine del XX secolo, quando furono accettati nei circhi come artisti. nel 1930 Jerome Medrano iscrive per la prima volta nella storia dello spettacolo il nome di un giocoliere in locandina: Enrico Rastelli.
al giovane giocoliere italiano, che in Russia incontra il giapponese Takashima, andava il merito di aver adottato le tecniche orientali.
rastelli entra in pista indossando un kimono, facendo volteggiare palle e piatti.
sarà il primo al mondo a giocolare contemporaneamente con dieci palle.
la prima star dei giocolieri aveva lanciato uno stile, caratterizzato dalla varietà di oggetti, dalla rapidià dei gesti e dall' acrobaticità.
pochi anni dopo cominciò il declino del circo e delle music-hall.
la performance fisica non era più sufficiente ad attirare gli spettatori, ed i giocolieri furono costretti a dar fondo alla propria creatività.
seguendo un movimento parallelo, il juggling recuperò allora la sua matrice popolare e tornò a scendere in strada. si arriva così agli anni '70, a una nuova generazione di giocolieri e saltimbanchi che, dall'epoca del Flower Power a quella della New Age, ha trovato in questa disciplina un mezzo espressivo ed uno stile di vita, meravigliando e coinvolgendo i passanti nelle piazze di tutto il mondo.
anche in Italia é finalmente arrivata l'onda lunga del juggling, partita da più di un decennio dagli Stati Uniti e dal nord Europa. nelle piazze, negli spot pubblicitari, sulle spiagge assolate, alla televisione e per radio, le apparizioni dei giocolieri sono diventate, come per incanto, più che frequenti. luoghi e non-luoghi di una cultura millenaria, dai contenuti affascinanti.
PS: per Giorgio: viva gli asociali!!!!