Se la cultura ufficiale rappresenta il nostro modo condiviso di essere nel mondo, allora la controcultura, ne denuncia i limiti e le contraddizioni e assume il ruolo d’avanguardia idealista e radicale
domenica, marzo 02, 2008
in vino...
"Tu vedi sempre il bicchiere mezzo vuoto!" "No, io vedo il bicchiere mezzo pieno di veleno… "
1 commento:
Anonimo
ha detto...
L'ANIMA DEL VINO
Una sera l'anima del vino cantava nelle bottiglie: «Uomo, caro diseredato, io ti lancio, dalla mia prigione di vetro e dalle mie vermiglie chiusure, un canto pieno di luce fraterna!
So bene quanta fatica, quanto sudore, quanto sole cocente ci vuole, sulla collina che arde, per darmi vita e anima: ma non sarò né malevolo né ingrato,
perché provo una gioia immensa quando scendo nella gola d'un uomo sfinito dal lavoro, e il suo caldo petto si fa dolce tomba dove mi trovo assai meglio che in una fredda cantina.
Non odi risuonare i ritornelli domenicali e la speranza che bisbiglia nel mio seno palpitante? I gomiti sul tavolo, le maniche rimboccate tu, felici, mi glorificherai;
io accenderò lo sguardo della tua donna affascinata; ridarò forza e colori a tuo figlio: sarò, per questo fragile atleta della vita, l'olio che rassoda i muscoli dei lottatori.
Ti scenderò dentro, ambrosia vegetale, grano prezioso gettato dall'eterno Seminatore, perché dal nostro amore nasca la poesia, che verso Dio spunterà come un raro fiore!»
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L'ANIMA DEL VINO
Una sera l'anima del vino cantava nelle bottiglie: «Uomo, caro diseredato, io ti lancio, dalla mia prigione di vetro e dalle mie vermiglie chiusure, un canto pieno di luce fraterna!
So bene quanta fatica, quanto sudore, quanto sole cocente ci vuole, sulla collina che arde, per darmi vita e anima: ma non sarò né malevolo né ingrato,
perché provo una gioia immensa quando scendo nella gola d'un uomo sfinito dal lavoro, e il suo caldo petto si fa dolce tomba dove mi trovo assai meglio che in una fredda cantina.
Non odi risuonare i ritornelli domenicali e la speranza che bisbiglia nel mio seno palpitante? I gomiti sul tavolo, le maniche rimboccate tu, felici, mi glorificherai;
io accenderò lo sguardo della tua donna affascinata; ridarò forza e colori a tuo figlio: sarò, per questo fragile atleta della vita, l'olio che rassoda i muscoli dei lottatori.
Ti scenderò dentro, ambrosia vegetale, grano prezioso gettato dall'eterno Seminatore, perché dal nostro amore nasca la poesia, che verso Dio spunterà come un raro fiore!»
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